Posts contrassegnato dai tag ‘regole del basket’

Riprendo un articolo apparso sul sito della GIBA http://www.giba.it/gli-italiani-salveranno-il-basket-italiano. In quel comunicato l’Associazione dei Giocatori Italiani di Basket, è certa che saranno gli stessi giocatori italiani a cambiare le cose.

Perchè ci sarebbe bisogno di cambiarle? Beh, gli ultimi risultati sportivi nazionali sono sotto gli occhi di tutti, con gli azzurri estromessi pure dall’ultimo mondiale, attaccati alle gonne di ‘Beli’, ‘Mago’, ‘Gallo’, ‘Gigi’ in un’eterna corte per portarli tutt’insieme appassionatamente in azzurro per i prossimi europei.

In Eurolega, l’ultima apparizione di un’italiana in finale risale al 2004, allora fu la Fortitudo di Delfino a ‘prendere le mele’ dal Maccabi del ‘genio’ Parker.

In Eurocup un pò meglio con la Virtus che nel 2009 la spuntò sulla francese Cholet (nelle ultime 4 stagioni non ha mai superato il decimo posto in Ligue Pro A) con un tiro allo scadere di Sharrod Ford e come non citare la bella vittoria della Reggiana dello scorso anno firmata dal ‘Cincia’ ma avvenuta contro la poco conosciuta Triumf Ljubercy (fondata nel 2003 ed ha già cambiato tre volte nome e sede).

A livello giovanile invece sempre ottimi risultati delle Nazionali Under in giro per il mondo, sia a livello maschile che femminile. Il Bronzo dell’U20 femminile agli Europei di Udine, pochi mesi fa è un ottimo esempio.

Allora cosa si è rotto? Perchè non c’è più legame tra il mondo giovanile e quello senior?

Fare il giocatore di pallacanestro non è più un lavoro per tutti.

Ahimè è così. Se fino a qualche anno fa c’era la possibilità per un giovane discreto in uscita dalla ‘scuola’ di potersi creare una carriera e mantenersi solo con la pallacanestro anche a livello dilettantistico, oggi non è più così.

Da qui la scomparsa di molti attori che anche da settori giovanili medio-piccoli si trasferivano in altri più grandi e ‘di livello’ per diventare, un giorno, giocatori veri.

Lo sport italiano è stato tenuto in piedi negli anni solamente dagli sponsor. Completa assenza di Leghe, Federazioni e Istituzioni che invece si preoccupavano di accaparrarsi, a propria volta, una fetta delle ricche sponsorizzazioni che piovevano alle proprie affiliate, imponendo regole irrazionali e obblighi immorali.

Quando gli sponsor sono venuti a mancare, il sistema è crollato ma le richieste della FIP non sono mutate, se non in minima parte, quasi impercettibile.

Un allenatore che fino a ieri aveva solo una prima squadra sulla quale concentrarsi, ora è costretto ad allenare altre 2-3 formazioni giovanili, spalmando su più fronti la propria capacità, con il risultato di disperdere la propria abilità. Non che questo debba essere per forza un male, intendiamoci, ma è perdere ottime professionalità di allenatori giovanili in nome delle ristrettezze economiche, in favore di altri più blasonati.

Nel ‘Belpaese’ le regole sugli italiani hanno creato ‘mostri’ professionisti e dilettanti.

In alto, ci sono italiani medio-scarsi che ‘prendono’ più (a volte il doppio) di USA più forti di loro. Il risultato è di avere squadre poco competitive rispetto alle altre europee (se togliessimo al calcio i diritti TV, la soluzione sarebbe molto simile).

In basso, le regole sui parametri non fanno che acuire il problema, soprattutto nelle leghe minori, vero bacino di giovani da passare ai vivai professionisti. Per farli crescere nelle squadre senior è necessario affiancargli giocatori d’esperienza e molto spesso i loro parametri ‘vanno in FIP’ perchè le società da cui provengono sono negli anni sparite oppure sono aperte solo sulla carta, con tesserati fittizi, prestati in cambio di un pò di soldi.

Mettete il caso che nella vostra società che partecipa ad una Serie C Regionale vi siano 3 giocatori d’esperienza per far da ‘chioccia’ ad una ‘nidiata di giovani irrequieti e desiderosi di spaccare il mondo’. Beh, se gli anzianotti in questione hanno più di 34 anni, non li potete mandare a referto insieme, massimo 2. In più, probabilmente vi troverete a pagarne i parametri (1.200 in C Regionale, 2.000 in DNC e così via…), oltre a qualche rimborso per spese di trasferta se fanno qualche km per raggiungere la vostra palestra.

Il sistema basket è corrotto nell’animo e ricco di regole che gli stessi dirigenti FIP ti invitano ad aggirare. Un esempio sono le norme per iscrivere una squadra senior in categorie regionali: servono una ventina di tesserati ‘under’ per dimostrare di fare settore giovanile, ma in pochi lo fanno, per cui è prassi comune “comprare il prestito” da un’altra società con il benestare della FIP che è interessata solo ai pagamenti delle tasse in orario. Se non lo fai ti estromettono dal campionato e ti squalificano.

Poco tempo fa mi hanno portato un esempio di una società giovanile non partecipante a campionati senior che ha ceduto a ‘noleggio’ tutte le proprie squadre. E’ stata contattata dalla FIP di competenza per ‘ricordarle’ che se non hanno tesserati propri non possono beneficiare dell’introito dei parametri. Morale? Quella società è stata costretta a ‘noleggiare’ a propria volta una squadra giovanile da una terza società. Vi sembra normale?

In tutto questo si pongono gli Enti di Promozione Sportiva come Uisp, CSI, Cesv…, che rappresentano una valida alternativa al mondo di regole anacronistiche della palla a spicchi.

Serve un vero presidente FIP e consiglieri che vivono lo sport nelle palestre, non dagli uffici di qualche palazzo di vetro.

E voi come la pensate, vi piace il nostro basket tricolore? Siete contenti del sistema attuale? Cosa cambiereste?

Annunci

Perchè?

Pubblicato: luglio 3, 2013 in Perchè?
Tag:

Perchè parlare di basket?

Perchè è uno sport capace di emozionare, lontano dai giochi di potere del calcio e dai suoi milioni legati ai diritti televisivi. Perchè chi lo pratica o comunque chi lo vive ogni giorno, ne capisce il senso profondo legato al rispetto degli avversari e dei compagni, unico nel creare e cementare l’amicizia. E’ uno sport di squadra in quale il singolo si esalta, in cui chiunque può giocare e togliersi soddisfazioni.

Perchè questo blog?

Lavagna, fischietto e pallone - Regole del Basket

Lavagna, fischietto e pallone – Regole del Basket

Perchè il nostro movimento è in crisi già da vent’anni, da quando i soldi hanno smesso di “piovere dal cielo” senza che nessuno se ne chiedesse il perchè ed ora non si può più spendere e spandere a proprio piacimento. C’è bisogno di riforma, ma una vera. Non basta cambiare nome ai campionati, imporre regole per fare giocare gli italiani, prosciugare le casse delle squadre tramite i parametri. Chi doveva porre un freno a tutto ciò era troppo “vecchio” per capire che c’era bisogno di innovarsi e ci troviamo ora a dover rattoppare gli errori del passato. Questo blog vuole essere un punto di raccolta delle idee e delle proposte degli appassionati, dei tecnici, dei dirigenti, e di chiunque voglia dire la sua.

Perchè questo nome?

Perchè il grande problema del basket è la mancanza di Regole, le Regole del Basket, appunto. Ce ne sono tante, ognuno pare avere la formula giusta, ma le regola vera qual’è? Il confronto è l’unica strada possibile. Ogni appassionato deve aggiungere un mattoncino d’esperienza per creare un solido muro che possa reggere a lungo questo sport.

Perchè riformare?

Perchè per troppo tempo alle società, agli appassionati, ai tifosi “è stato imposto”, “è stato richiesto”, “è stato ordinato”, è ora di riprendersi la pallacanestro e farla tornare quel romantico sport che ci illuminato la vita e fatto crescere come persone.

E tu come la pensi?

Questo blog ti dà uno spazio per poter dire la tua, senza campanilismi, ponendo come unica limitazione il modo di dire le cose. Senza urlare, senza piangere, ma con spirito costruttivo. Proposte serie.

Dì la tua e Buon Basket!